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Vedutismo nipponico

Utagawa Toyoharu nasce nel 1735 a Toyooka, nell’antica provincia di Tajima, Giappone. Collocare l’opera di questo artista nel contesto storico-artistico giapponese è cosa alquanto complessa, soprattutto a causa delle limitate risorse e controverse note biografiche a disposizione. Ci limiteremo dunque a dire che studiò a Kyoto e a Edo (odierna Tokyo) e che cominciò a essere presente nel mercato dell’arte a partire dal 1768.
I suoi primi lavori sono delle raffinatissime xilografie Ukiyo-e (le famose “immagini fluttuanti”) e alcune stampe con palesi strutture prospettiche che creano un senso di profondità realista all’occidentale.
Alcuni libri di prospettiva geometrica erano stati tradotti da fonti olandesi e cinesi ed erano apparsi in Giappone dal 1730. L’utilizzo di questa tecnica comparve ben presto nelle stampe Ukiyo-e di pionieri quali Torii Kiyotada e Okumura Masanobu. Tuttavia, i primi esemplari di xilografie prospettiche risultavano spesso incoerenti o poco convincenti, e solo Toyoharu fu in grado di raggiungere risultati notevoli che rivelano una rara abilità e disinvoltura.

Canaletto, Veduta del Canal Grande da Santa Croce verso gli Scalzi, 1738. Fonte: Sotheby's.
Canaletto, Veduta del Canal Grande da Santa Croce verso gli Scalzi, 1738. Fonte: Sotheby’s.
Antonio Visentini, Veduta del Canal Grande da Santa Croce verso gli Scalzi, 1742. fonte: wikipedia
Antonio Visentini, Veduta del Canal Grande da Santa Croce verso gli Scalzi, 1742. fonte: wikipedia
Utagawa Toyoharu, La campana che suona per diecimila leghe nel porto olandese di Frankai. fonte
Utagawa Toyoharu, La campana che suona per diecimila leghe nel porto olandese di Frankai. fonte.

Molte delle sue stampe erano imitazioni di stampe importate da località europee o imitazioni cinesi di stampe occidentali. Gli originali, copiati accuratamente, provenivano prevalentemente da botteghe olandesi, gli unici europei autorizzati al commercio col Giappone nel periodo Edo (1603-1867).
I titoli erano spesso fittizi: ad esempio “La campana che suona per diecimila leghe nel porto olandese di Frankai” non è altro che l’imitazione di una stampa del Canal Grande di Venezia del 1742 di Antonio Visentini, basato a sua volta su un dipinto di Canaletto. Un altro esempio simile riguarda una stampa che, pur rappresentando il Foro Romano, venne intitolata da Toyoharu  “Chiese francesi in Olanda.”
La creatività di Toyoharu si concesse molti strani dettagli e l’uso di vivaci colori arancio e salmone che conferiscono alla scena un aspetto fantastico.

Utagawa Toyoharu, Prospettiva di chiese francesi in Olanda, 1770-1790. fonte: Victoria & Albert museum, London.

Esisteva pertanto un mercato di stampe che rivelano il fascino esercitato dall’esotico Occidente sul gusto giapponese del XVIII secolo. Nonostante le chiusure del periodo Edo, le influenze culturali reciproche, benché minime, non si conclusero mai.
Toyoharu si dedicò anche alla pittura e fu illustratore per palinsesti di teatro Kabuki e cartelloni pubblicitari. Morì nel 1814 e fu sepolto nel tempio Honkyōji ad Ikebukuro con il nome postumo buddista Utagawain Toyoharu Nichiyō Shinji.

 Le fotografie qui presentate, nel rispetto del diritto d’autore, vengono riprodotte per finalità di critica e discussione ai sensi degli artt. 65 comma 2, 70 comma 1 bis e 101 comma 1 Legge 633/1941.

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