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La montagna sacra

Vittorio Sella è il fotografo delle montagne, classe 1859, biellese, il padre è Giuseppe Venanzio Sella un industriale con la passione per la fotografia. Vittorio coniugherà la ricerca fotografica con l’altra sua grande passione, la montagna, trasmessagli dallo zio Quintino Sella, ministro del giovane Stato Italiano e fondatore del CAI (Club Alpino Italiano).
 Nel 1889, 1890, e 1896 organizza spedizioni nel Caucaso centrale e la documentazione fotografica finale gli varrà l’onoreficienza della Croce di Sant’Anna e il premio “Murchison” della Royal Geographical Society di Londra.
 Nel 1897 accompagna il Duca degli Abruzzi in Alaska, nel 1906 in Uganda (Monte Rwenzori), nel 1909 in Pakistan (Karakorum). Sella è stato il primo a documentare il paesaggio, la flora e i popoli del Rwenzori in Uganda e al suo lavoro si fa tutt’oggi riferimento per chiarezza e bellezza artistica dovuta spesso all’uso di grandi lastre 30×40. Le sue immagini sono talmente precise e minuziose che la conquista italiana del K2, nel 1954, sarà organizzata anche sulla scorta delle sue fotografie. Il più ammirato fotografo d’alta montagna, ottiene in vita una notevole fama con mostre visitate da milioni di persone, malgrado la sua palese «infedeltà». Virava le sue stampe in oro, uranio, seppia, verde-blu e, con il fotomontaggio, inseriva dei personaggi o ne variava la scala delle dimensioni perchè era prima di tutto un artista. I negativi e le relative fotografie di Vittorio Sella sono conservate dalla Fondazione Sella Onlus a Biella.

Le fotografie qui presentate, nel rispetto del diritto d’autore, vengono riprodotte per finalità di critica e discussione ai sensi degli artt. 65 comma 2, 70 comma 1 bis e 101 comma 1 Legge 633/1941.

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