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Paolo Monti

Manca un sacco al mondo della fotografia italiana una personalità come Paolo Monti (1908-1982), nel suo animo convivevano, senza conflitto, i tratti dello straordinario teorico e il senso pratico di uno dei fotografi più produttivi della sua generazione.
Monti si fece promotore della fotografia italiana amatoriale fondando a Venezia nel 1948 il “Circolo Fotografico La Gondola” (insieme a Gino Bolognini, Luciano Scattola ed Alfredo Bresciani) con sede presso il negozio «Fotorecord» dei fratelli armeni Vasken e Rant Pambakian.
Più che un semplice ritrovo per dilettanti il “Circolo” nel giro di pochi anni si impose sulla scena internazionale come movimento d’avanguardia.
A Venezia frequenta (e scatta) Alberto Moravia, lo storico dell’arte Carlo Ludovico Ragghianti e grazie alla scrittrice Milena Milani entra in contatto con il compagno Carlo Cardazzo, intraprendente e vulcanico collezionista, editore e gallerista de “Il Cavallino”.

Paolo Monti - Servizio fotografico (Ravello, 1965) - BEIC 6328867 (vista sul mare da villa Rufolo)
Paolo Monti – Servizio fotografico (Ravello, 1965) – BEIC 6328867 (vista sul mare da villa Rufolo)

E pensare che un personaggio del genere era destinato ad una carriera da “colletto bianco”: si laureò in Economia Politica alla Bocconi di Milano (1930) proseguendo le orme del padre Romeo che fu direttore di filiale del Credito Italiano ed egli stesso un foto-amatore.
Nel 1953 Paolo Monti lascia Venezia, molla conti, bilanci e una carriera ben avviata da dirigente e dedica tutto se stesso alla fotografia raggiungendo lo Studio22 a Milano.
Anche nella casa di Monti in via Tasso si ricrea un’atmosfera culturalmente molto vivace: vi si poteva incontrare Romeo Martinez, direttore della rivista “Camera”, il giovane critico Giuseppe Turroni, lo scrittore Leonardo Sinisgalli.
La capitale meneghina in quegli anni era una colta città industriale, e un intelletuale come Monti non fece fatica ad entrare in contatto con l’arte a lui contemporanea: Lucio Fontana, Roberto Crippa, Gianni Dova, Enrico Baj.
La frequentazione di gallerie e artisti d’arte contemporanea lo spingono ad esplorare le potenzialità linguistiche del dispositivo fotografico giocando con l’errore, il mosso, la sfocatura, le esposizioni multiple e quelli che lui chiamerà Chimigrammi.

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Paolo Monti – Servizio fotografico – BEIC 6364405 (Cetara, 1960)

Nel 1966 assieme allo storico dell’arte Andrea Emiliani e all’architetto Pier Luigi Cervellati, s’impegnerà a raccontare l’arte e i musei italiani attribuendo alla fotografia anche un valore civile, ovvero far conoscere e difendere il territorio e il patrimonio culturale del nostro paese.
Iniziò così il censimento delle valli dell’Appennino tosco-emiliano cui seguirà quello del centro storico di Bologna.
Incredibile il dispiegamento di mezzi per il censimento fotografico di Bologna: i primi test furono fatti nella zona del Baraccano e per l’occasione furono rimossi cartelli stradali. manifesti pubblicitari e soprattutto il centro storico fu sgombrato dalle autovetture che secondo Monti avrebbero impedito la visuale dei basamenti degli edifici e dei portici.

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A sinistra: Paolo Monti – Servizio fotografico (Procida, 1972) – BEIC 6359547. A destra: Paolo Monti – Servizio fotografico (Procida, 1972) – BEIC 6359544

Paolo Monti si trovò così nelle condizioni di poter produrre la più vasta documentazione italiana realizzata da un solo fotografo in tema di censimento storico-artistico e nel 1979 la sua opera continuò con l’editore Einaudi che gli affidò la cura dell’apparato iconografico della “Storia dell’arte italiana”. Morì a Milano il 29 novembre 1982.

A sinistra: Paolo Monti - Servizio fotografico (Procida, 1972) - <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Paolo_Monti_-_Servizio_fotografico_(Procida,_1972)_-_BEIC_6358011.jpg">BEIC 6358011</a> (Allestimento per il Venerdì Santo della cappella della Madonna addolorata). A destra: Paolo Monti - Servizio fotografico (Napoli, 1969) - BEIC 6356050 (callipigia Farnese al Museo Archeologico Nazionale di Napoli)
A sinistra: Paolo Monti – Servizio fotografico (Procida, 1972) – BEIC 6358011. A destra: Paolo Monti – Servizio fotografico (Napoli, 1969) – BEIC 6356050.

Grazie alla collaborazione tra BEIC (Biblioteca europea di informazione e cultura) e Wikimedia Italia, quasi 17mila foto, provenienti dal fondo Paolo Monti, sono a disposizione gratuitamente online su Wikimedia Commons, il database fotografico di Wikipedia.
Da questo enorme database abbiamo selezionato alcuni scatti che documentano i suoi soggiorni Campani a mo’ di carnets de voyage: Procida (1972), Capri (1978), Ravello e Amalfi (1965), Caserta (1982), le sale del Museo Archeologico di Napoli (1969) quelle del Museo Nazionale di Capodimonte (1969).
Se la storia della fotografia cerca di incasellarlo come il protagonista dei censimenti fotografici dell’arte italiana o come fotografo di architettura, qui vogliamo presentarlo nella veste di reporter dei luoghi simbolo della storia e del paesaggio campani.

A sinistra: Paolo Monti - Servizio fotografico (Caserta, 1982) - BEIC 6330978. A destra Paolo Monti - Servizio fotografico (Caserta, 1982) - BEIC 6330978.
A sinistra: Paolo Monti – Servizio fotografico (Caserta, 1982) – BEIC 6330978. A destra Paolo Monti – Servizio fotografico (Caserta, 1982) – BEIC 6330978.
Paolo_Monti_-_Servizio_fotografico_(Capaccio,_1979)_-_BEIC_6364172
Paolo Monti – Servizio fotografico (Capaccio, 1979) – BEIC 6364172

Bibliografia e sitografia:

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